Il 26 settembre prossimo uscirà il nuovo album di Björk. Ma parlare semplicemente di album fa così anni 90! Invece Biophilia è tanto 2011, è un progetto artistico più ampio, perfettamente inserito nello spirito dei tempi, in sintonia con le nuove tecnologie e allo stesso tempo seguace di quel flusso di iniziative in cui gli abitanti del pianeta si stanno riversando per fare la pace con l'ambiente-natura e riprendere i contatti con l'Universo. Pianeti, stelle, galassie, nove e tempeste solari, materia e gas in continua espansione, e rumori, i rumori di questo stiracchiamento cosmico, i suoni dello spazio, di cui tempo fa avevo visto una elaborazione e di cui Björk rievoca l'impronta sonora, sintonizzandosi direttamente con il nostro di pianeta, con i piccoli scricchiolii dei minerali, e il fruscio delle polveri rocciose, e gli urti delle molecole, e le vibrazioni dell'elettricità, cercando di editare le sonorità intime di questa Madre Terra - il suono del celeste modificato (che ho scoperto in questa occasione essere uno strumento musicale oltre che un colore), simile ad un carillon, che culla, che dondola, che ipnotizza. Come se gli elementi chimici fossero note, organizzate su spartiti di formule. E l'idea è quella di utilizzare la natura, non solo per produrre energia, ma per convertire poi quell'energia, quegli impulsi elettrici, in suoni ed effetti luminosi, unendo musica, visual art, scienza e tecnologia. Dopotutto siamo nell'epoca del suono elettronico e dell'IPad! Che infatti è stato usato per incidere parti del disco e che ricopre un ruolo fondamentale nel progetto. L'attenzione sul cd è decentrata: il progetto prevede la distribuzione dell'album sottoforma di app (per IPad, IPhone, ecc) che farà da box su cui si potranno montare le tracce del disco man mano che saranno rilasciate. Diventa quindi tutto multimediale, con inclusi video che uniscono elaborazioni grafiche di strutture chimiche e geometrie elementali a mappe dello spazio acquisite dalla Nasa e dall'Agenzia Spaziale Europea. Ma ecco la cosa che mi fa impazzire. Per produrre i suoni sono stati creati degli strumenti ad hoc! Sembrano dei progetti per esperimenti di fisica elementare, che sfruttano ad esempio la gravità o le onde elettromagnetiche che poi diventano note grazie alla lettura da parte di strumenti digitali, tutto ciò impostato come vere e proprie performance in cui la suggestione sonora si unisce alla fascinazione visiva per questi oggetti e al dinamismo degli effetti luminosi (oltre che dell'apparato strumentale stesso). Il video del post mostra la presentazione del progetto al Festival Internazionale di Manchester, nel cui contesto Björk si è esibita in alcuni live e in cui sono state presentate queste nuove elaborazioni strumentali. Insomma, la cosa mi piace perchè è un progetto collettivo, una sovrapposizione di prospettive, un concept, che porta la creatività al massimo, proiettandoci verso il futuro!

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