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| Viandante sul mare di nebbia, olio su tela, 75 x 95, 1818 |
Ovvero una sorta di bisogno compulsivo di viaggiare, di vedere nuovi posti, passeggiare tra la natura, per le valli, immersi nel verde, osservando questi panorami immensi di montagne taurine stagliarsi su un cielo azzurro al rumore del vento che scuote l'erba e le chiome degli alberi, tra rivoli e cascatelle, alla Heidi e le caprette ti fanno ciao, ecco. Era una delle categorie imprescindibili dell'esistenza romantica ottocentesca, nella sua incarnazione tedesca, almeno. Moltissimi scrittori, poeti e pensatori di quel tempo partivano per poi potersi dedicare a serene wanderungen alla luce della terribile dirompenza di paesaggi bucolici incontaminati, con la loro opulenza vegetale, le loro voci non censurate, i luoghi ameni, medium tra sè e l'anima del mondo avito, le sue radici, ricaricandosi lo spirito, ispirandosi, per più tardi servirsene. Ho vestito i panni del romantico, ho riscoperto il piacere del contatto diretto con tutta questa Natura. Prima con Villa Gregoriana a Tivoli, sotto la pioggia, solo col K-way, come a rendere più intima l'unione (con me, con le persone con me, col resto). Che fa lo stesso effetto dell'armadio di Narnia, come entrare in un altro mondo, un luogo nel luogo, inabissarsi verso il centro della spirale e risalire, confessati, purificati. Poi sulle pendici del Salviano, l'odore degli alberi, la valle tra le montagne, a dilatare gli orizzonti, anche mentali, ideali. Con i miei. A rinverdire i nodi. Mio padre è la conferma che nella vita si devono seguire le proprie inclinazioni, vocazioni se vogliamo; il sacro fuoco dentro. Voleva fare l'insegnate di educazione fisica. Le circostanze hanno voluto altrimenti. Ma è bravo, ce lo vedi in quel ruolo, è, come si dice, portato, e la conferma è che non mi sono incazzato mentre mi spiegava come eseguire un esercizio (su quei cosi dei percorsi della salute), ma al contrario tutto concorreva alla realizzazione del momento perfetto. Come quei romantici, moderno Wanderer, ho camminato, pensato e conosciuto. Più di tutto, una parte di un uomo.

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